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Studenti e Futuro

Interessi vocazionali, performance lavorativa e turnover

Job interviewMentre nel campo dell'orientamento e ri-orientamento professionale gli interessi vocazionali occupano un posto di rilievo, in quello della ricerca sulla selezione del personale è opinione diffusa che gli interessi vocazionali abbiano un valore limitato.

Uno studio interessante in questo ambito è quello condotto da Van Iddekinge, Roth, Putka e Lanivich (2011), i quali hanno effettuato una meta-analisi su 74 studi e 141 campioni indipendenti con l'obiettivo di studiare la relazione fra interessi vocazionali,  performance lavorativa e turn-over.

Con la definizione di interessi vocazionali si intendono quei tratti che riflettono preferenze per alcuni tipi di lavoro, di attività, di ambienti lavorativi.

Come premessa gli autori sottolineano come la ricerca sulla selezione del personale si sia da tempo interessata a individuare costrutti predittivi rispetto alla performance lavorativa. Tra questi troviamo:

  • la conoscenza;
  • le skill;
  • la motivazione;
  • caratteristiche di personalità;
  • le abilità cognitive.

Sono citati dagli autori anche studi condotti sulla validità di varie procedure di selezione messe a punto per valutare tali costrutti; per esempio, test, interviste strutturate, assessment center, ecc. (Schmidt, Hunter, 1998, in Van Iddekinge et al., 2011).

Dalla meta-analisi è emerso che sono vari fattori a moderare le relazioni fra interessi vocazionali e i criteri presi in esame. Nell'insieme, la possibilità che gli interessi vocazionali siano predittivi della performance lavorativa e del turnover risulterebbe più promettente di quanto non si sia ritenuto prima.

Come affermano gli autori, l'idea di una correlazione fra interessi vocazionali e performance è coerente con le teorie vocazionali, organizzative e cognitive, che considerano gli interessi come probabile antecedente della performance (per esempio, in quanto fattore che accresce la motivazione e la conoscenza-e acquisizione di skill) (Van Iddekinge et al., 2011).

Un fattore chiave di moderazione della relazione sembra essere il tipo di strumento (scala) utilizzato per rilevare gli interessi vocazionali. E' stata riscontrata maggiore validità negli strumenti messi a punto per predire la performance o l'evitamento (withdrawal) rispetto a un particolare lavoro o vocazione, che non in quelli che valutano un singolo costrutto di interesse (per esempio, una delle dimensioni RIASEC identificate da Holland), oppure un singolo interesse di base (per esempio l'interesse mostrato per un particolare tipo di lavoro o mansione).

Ulteriori aspetti evidenziati in questo studio sono:

  • l'importanza di utilizzare una scala di misurazione che focalizzi sul lavoro e sulla vocazione, giacché sono strumenti che trattano una pluralità di interessi;
  • l'importanza di comprendere come diversi costrutti di interessi vocazionali si riflettono nella performance in un particolare lavoro;
  • l'utilità di identificare gli interessi meno pertinenti a un lavoro specifico (in aggiunta a quelli che lo sono di più dal punto di vista teorico), dato che potrebbero essere predittori altrettanto validi, se non di più (anche se in una correlazione negativa).

Gli autori suggeriscono che, se nell'ambito della selezione del personale si vogliono prendere in considerazione gli interessi, occorre determinare durante la job analysis il range di interessi che i potenziali candidati dovrebbero possedere e quelli che, invece, non sono supportati dal tipo di lavoro specifico.

Dalla meta-analisi è emerso anche come alcuni strumenti di misura degli interessi possano essere utili nel predire la performance on the job. Tuttavia, poco si sa dell'entità della correlazione fra gli interessi e i vari criteri di performance presi singolarmente. Un esempio citato: gli interessi sociali potrebbero avere una correlazione più forte con comportamenti orientati alla sfera interpersonale piuttosto che con comportamenti orientati al compito (Van Iddekinge et al., 2011).

Gli autori sottolineano anche l'utilità di future ricerche sulla relazione fra interessi e comportamenti controproducenti o di adattamento, che attualmente sono presi poco in considerazione. Come lo sarebbe anche lo studio degli effetti degli interessi vocazionali sulla performance attraverso la motivazione, la conoscenza e le abilità relative al lavoro (Acherman, 1996; Campbell et al., 1993).

Alcuni ricercatori suggeriscono che laddove gli interessi influiscono sulla scelta lavorativa e vocazionale, la personalità sembra influire maggiormente sul comportamento messo in atto dopo l'inserimento lavorativo (Barrick, Mount, 2005; Hogan Blake, 1996; Low, Rounds, 2005; Sullivan, Hansen, 2004, in Van Iddekinge et al., 2011).

Nella rassegna di studi presi in esame dalla meta-analisi, gli interessi correlavano positivamente con la performance durante il training lavorativo, probabilmente in quanto accrescevano la motivazione, l'attenzione ecc.

Una direzione chiave suggerita per la ricerca futura, è quella di comparare direttamente la validità sia degli interessi vocazionali che della personalità rispetto alla performance lavorativa e al turnover.

Le stime di validità per le scale che valutano specifici interessi lavorativi e vocazionali sembrano essere particolarmente promettenti. Mentre le scale delle categorie (RIASEC) di Holland o degli interessi di base tendono a essere debolmente correlate ai criteri anche quando sono correlate dal punto di vista teorico ad attività lavorative specifiche.

Gli autori suggeriscono l'utilità per la ricerca futura di esplorare anche in che modo i candidati in corso di selezione reagiscono nel compilare scale di misurazione degli interessi.

Gli autori si augurano che il loro lavoro possa essere di stimolo per la ricerca futura affinché lo studio degli interessi vocazionali accresca la predittività e la comprensione dell'impatto degli interessi e del comportamento lavorativo.

E per noi che ci occupiamo di consulenza orientativa e di career counseling sarebbe utile confrontare tali risposte con il modo con cui le persone si accostano agli strumenti volti a individuare gli interessi con finalità di accrescimento della consapevolezza di sé.

Un aspetto importante di questo studio è l'aver sottolineato la centralità degli interessi vocazionali, poiché ne deriva l'importanza per le persone di avere consapevolezza dei propri interessi vocazionali, come anche di conoscere le attività e mansioni specifiche inerenti a particolari professioni, mestieri e ruoli professionali.

Articolo di riferimento

Van Iddekinge C. H., Roth P. L., Putka D. J., Lanivich S. E. (2011), Are you interested? A meta-analysis of relations between vocational interests and employee performance and turnover, Journal of Applied Psychology, 96(6), 1167-1194.

 

a cura della dott.ssa Katerina Anagnostopoulos, psicologa, consulente, formatrice e coach

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