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Studenti e Futuro

ASPIC Lavoro e European Migration Forum 2016

Logo European Migration ForumASPIC Lavoro ha partecipato alla 2ª Edizione dell'European Migration Forum svoltasi a Bruxelles nei giorni 6 e 7 aprile 2016.

Un'iniziativa promossa dalla Commissione Europea e dal CESE - Comitato Economico e Sociale Europeo ( EESC - European Economic and Social Committe). Tra gli obiettivi:

  • rafforzare il coordinamento e la cooperazione fra attori chiave del settore;
  • creare un canale di informazione tra la società civile e le Istituzioni per uno scambio reciproco in grado di dare input concreti ai processi di policy making della Commissione Europea in materia di migrazioni.

Due giornate intense di lavoro, di scambio di idee, esperienze e buone pratiche. Un contesto caratterizzato da alta motivazione e volontà di ideare e generare progettualità e azioni trasformative.

Il format è stato interattivo con sessioni partecipative (participatory sessions) e di brainstorming, tavoli di discussione e workshop.

Il gruppo dei partecipanti

Di grande arricchimento la diversità dei 120 soggetti partecipanti, selezionati e invitati dagli Enti organizzatori e provenienti dai diversi Paesi dell'Unione Europea, tra cui:

  • rappresentanti di organizzazioni della società civile, per es. associazioni, NGO, come anche centri di accoglienza;
  • Istituzioni accademiche (università, think tank, centri di ricerca);
  • organizzazioni di volontariato laiche e religiose;
  • esperti in ambito giuridico-legale come anche in quello della psicologia e della psicoterapia;
  • rappresentanti delle autorità e istituzioni pubbliche locali, nazionali ed europee;
  • organizzazioni costituite da immigrati e rifugiati.

Obiettivo comune dei partecipanti quello di avere uno scambio comunicativo con le Istituzioni Europee e i rappresentanti di autorità locali e nazionali sulla necessità di un approccio a lungo termine al tema del lavoro per gli individui migranti, rifugiati e richiedenti asilo.

Il programma e i 4 workshop

Il Forum, introdotto da Dimitris Avramopoulos, Commissario Europeo per le Migrazioni, gli Affari Interni e la Cittadinanza, George Dassis, Presidente del Comitato Economico e Sociale Europeo e Markku Markkula, Presidente del Comitato delle Regioni [link al video dei discorsi introduttivi] si è articolato nella prima parte in quattro workshop su seguenti temi:

  • lavoratori migranti con bassa e media qualifica: le sfide, in particolare nel settore del lavoro domestico e di assistenza alla persona;
  • lavoro non dichiarato e sfruttamento lavorativo dei migranti;
  • ruolo del livello locale nell'integrazione efficace di cittadini provenienti da Paesi Terzi, inclusi i richiedenti asilo e i rifugiati;
  • accesso al mercato del lavoro e integrazione di cittadini di Paesi Terzi, inclusi richiedenti asilo e rifugiati.

Come ASPIC Lavoro abbiamo partecipato al workshop sull'accesso al mercato al lavoro, essendo attualmente impegnati in attività di studio, ricerca e sviluppo di metodologie e strumenti per attuare interventi specifici mirati a rispondere alle necessità emergenti dei gruppi di migranti, rifugiati e richiedenti asilo come anche dei contesti di accoglienza.

Quanto emerso ai tavoli di lavoro è stato portato e condiviso in plenaria dai portavoce dei gruppi. Un elemento comune è stata la consapevolezza della necessità di azioni trasversali e a più livelli: dai destinatari delle azioni, agli operatori e volontari che si trovano a diretto contatto con questi gruppi (gli aid workers), alle comunità di accoglienza, ai settori occupazionali e ai diversi soggetti che vi sono coinvolti, fino ad arrivare alle Istituzioni.

Tavoli di confronto a cura dei partecipanti

Nella seconda giornata si sono tenuti i "tavoli di conversazione" su temi proposti dai partecipanti. A seguire la condivisione plenaria e la Tavola Rotonda con i rappresentanti delle Istituzioni Europee dove sono stati discussi anche aspetti di natura politica in modo più diretto.

Numerosi i temi proposti dai partecipanti, tra cui:

  • la visibilità e il riconoscimento delle qualifiche, delle conoscenze, competenze e abilità;
  • l'inclusione sociale e l'empowerment;
  • il ruolo dei settori occupazionali dell'area privata (per es. PMI) e delle organizzazioni di migranti e rifugiati;
  • la questione dei minori non accompagnati, le questioni legate al genere (gender issues); 
  • il lavoro sommerso e lo sfruttamento, i limiti e le possibilità di mobilità transnazionale in U.E.;
  • come promuovere l'accoglienza, la conoscenza reciproca e la coesione sociale;
  • temi inerenti la salute mentale, l'accessibilità di cure e di prevenzione come supporto all'integrazione;
  • aspetti di natura giuridica, politica, relativi ai diritti umani, alla salvaguardia della vita.

E' stata più volte evidenziata la necessità di policies di integrazione per i gruppi (migranti, rifugiati, richiedenti asilo) che tengano conto delle differenze nei bisogni e nelle effettive possibilità di accesso al lavoro e di integrazione derivanti dal proprio status legale.

Da più parti è stata proposta la richiesta di procedure di finanziamento (funding) più snelle per una maggiore accessibilità e sostenibilità da parte delle organizzazioni più piccole.

Valorizzazione delle risorse ed empowerment: le azioni a livello locale

In evidenza l'utilità di potenziare le azioni a livello locale valorizzando il ruolo degli attori sociali e le risorse presenti nelle comunità:

  • azioni di community building, attraverso una comunicazione che favorisca lo sviluppo di welcoming communities e di reti di supporto sociale
  • disseminazione di buone pratiche e iniziative virtuose;
  • attuare strategie di comunicazione forti e positive per costruire la fiducia da parte dell'opinione pubblica.
  • svolgere attività di capacity building a più livelli per poter sostenere l'integrazione a livello occupazionale;
  • coinvolgere i vari stakeholder nel mondo del lavoro, dei settori occupazionali, di associazioni di categoria.

Rafforzare il potenziale di integrazione sociale e inclusione lavorativa

Le strategie e azioni proposte a tal fine:

  • ideare e mettere in atto modalità di sviluppo di metodologie e strumenti per l'individuazione e trasparenza delle conoscenze, competenze (skill), capacità e qualifiche;
  • promuovere la consapevolezza e lo sviluppo di tali risorse potenziando l'effettiva capacità delle persone di trasferirle in altri contesti di vita, di lavoro e culturali;
  • progettare programmi di orientamento, coaching, mentoring, accompagnamento e iniziative per favorire una corrispondenza sostenibile fra bisogni occupazionali e professionalità/qualifiche disponibili;
  • interventi a livello di comunità/territorio e trasversali per facilitare l'incontro fra domanda di lavoro e necessità dei settori occupazionali;
  • azioni mirate alla prevenzione e al rafforzamento delle capacità di coping e della resilienza individuale e familiare per una integrazione sociale e lavorativa solida;
  • formazione empowering degli operatori (aid workers) e dei volontari;
  • interventi nei diversi ambiti di vita sociale e comunitaria (scuola, sanità, servizi pubblici).

Le risorse per attuare queste strategie esistono e sono tante, sviluppate in anni di studio e lavoro.

E' possibile trasferire (adattando e integrando in modo versatile e accurato al tempo stesso) il know how e le risorse/competenze già applicate in altri ambiti. Ne sono un esempio il corpus di conoscenze e dispositivi sviluppati nell'area dell'orientamento e per favorire la mobilità europea.

Tale capacità di attuare processi di personalizzazione e customizzazione è una caratteristica distintiva del modello pluralistico integrato applicato in ASPIC.

Pre-prequisito per l'efficacia di tutte queste azioni, un impegno etico da parte di tutti gli attori sociali: nello sviluppo e applicazioni delle politiche, delle metodologie e strategie, nella comunicazione anche da parte dei media, nelle azioni sul territorio, finalizzato al bene individuale e collettivo.

Alcune riflessioni conclusive

Che si trattava di un evento speciale lo si è inteso fin dal primo momento di arrivo all'aeroporto Zaventem di Bruxelles da pochissimo ritornato all'operatività.

Nell'attesa degli altri partecipanti, un primo scambio di saluti e conoscenza. Si percepiva un clima di forte motivazione e volontà di essere presenti, dare il proprio contributo, portare esperienze, riflettere e pensare insieme ad azioni positive e trasformative, nonostante gli eventi, nonostante la complessità.

Ho accolto con entusiasmo e senso di responsabilità al tempo stesso l'invito a partecipare a questa piattaforma di dialogo fra la società civile e le istituzioni europee sul tema dell'integrazione lavorativa di migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Ora si tratta di mantenere lo slancio e l'ispirazione per trasformare idee e progetti generati durante questi giorni in azioni e progetti concreti e attuabili.

A cura di Ekaterini Anagnostopoulos

Psicologa a indirizzo clinico e di comunità (Ordine Psicologi del Lazio). Responsabile per le attività di ASPIC Lavoro e Referente presso la Rete di Diffusione Nazionale Euroguidance Italy. Formatrice - Consulente per l'orientamento e il career coaching. Perfezionamento in Transculturalità, UCSC ed esperienza di ricerca e lavoro con migranti e richiedenti asilo.

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