Informativa

Questo sito e/o gli strumenti di terze parti incluse in esso, utilizzano i cookie con finalità illustrate nella cookie policy. Accettando i cookie con il pulsante qui sotto, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Metamodello Aspic ARSA
Studenti e Futuro

Accompagnamento all'autovalutazione e consapevolezza di risorse e competenze personali

Per valorizzare la capacità di autovalutazione e ampliare la consapevolezza delle proprie risorse

Il passaggio da una società industriale caratterizzata da un notevole grado di stabilità del lavoro, della società e dei valori di riferimento, alla società della conoscenza con il suo accelerato mutamento tecnologico, economico e di elevata flessibilità nell’attività lavorativa e nella vita sociale comporta spesso, per le persone, incertezza e disorientamento circa le scelte personali e difficoltà nell’individuare i propri percorsi di studio e di lavoro, caratterizzati da continue e spesso difficili “transizioni”. Numerosi autori sostengono che le diverse transizioni (dalla formazione al lavoro, nel lavoro, dal lavoro) non costituiscono più una condizione temporanea ed eccezionale nella esperienza degli individui, quanto piuttosto una condizione tendenzialmente stabile ed un processo “continuo”, che come tale comporta modificazioni assai rilevanti sul piano professionale, cognitivo ed emotivo delle persone.

Nella “società delle “transizioni” gli individui sono chiamati ad affrontare frequenti cambiamenti di tipo sociale, occupazionale e lavorativo, ai quali corrispondono altrettanti cambiamenti della propria identità personale e professionale. Nello stesso tempo, le dinamiche del mercato del lavoro, spingono sia all’acquisizione di nuove conoscenze e abilità rispetto a quanto appreso nel periodo formativo sia all’esigenza di riconoscimento di quanto appreso precedentemente con le varie esperienze di studio, di lavoro, o esperienze significative di vita. Anche l’esigenza di mantenere e sviluppare i requisiti di “occupabilità”, cioè il valore concreto delle proprie competenze e la loro spendibilità nella ricerca di un lavoro, comportano nuove modalità di affrontare i percorsi formativi (nella prospettiva, auspicata e promossa del “lifelong learning”) e, conseguentemente, di accompagnare le scelte di vita e di carriera con nuovi dispositivi di supporto alle persone.

Gran parte del dibattito di questi ultimi anni si è dunque concentrato sull’individuare e definire quale sia il patrimonio di competenze necessario per affrontare questi cambiamenti.

In letteratura coesistono molte concezioni e definizioni (Weinert 1998; 2001; Winterton, 2005; DeSeCo, 2005; Cedefop, Commissione europea, Isfol-Di Francesco, etc.), coerenti con i diversi approcci ed ambiti disciplinari (filosofici, psicologici, economici, sociologici) a cui tali autori appartengono.

Nonostante tali diversità epistemologiche, la maggior parte degli studi converge oggi, più che nel passato, sulla importanza delle dimensioni motivazionali, di aspettativa, di self-direction. Viene sempre più posta attenzione a quelle componenti non cognitive (attributi del self, credenze su di sé, valori, motivazioni, interessi/preferenze, caratteristiche psicosociali e relazionali), di consapevolezza delle proprie risorse e di self-direction quali elementi cruciali di ogni definizione moderna di competenza.

Per questi motivi si affermano oggi, nell'ambito dell'orientamento, del counseling formativo e di carriera, dell’accompagnamento allo sviluppo personale ed alle transizioni, approcci che assumono prospettive di intervento e supporto volte al rafforzamento del sé, all’empowerment, alla valorizzazione delle competenze e delle risorse individuali.

I processi di autovalutazione e di self-assessment

Da questi presupposti emerge l’importanza del ruolo dei processi di auto-valutazione e di self-assessment delle proprie competenze e abilità.

Il processo di auto-valutazione e di auto-consapevolezza, e, spesso al suo interno, il momento di skill-assessment (inteso come processo puntuale di “valutazione” delle proprie competenze) rappresentano, infatti, una strategia significativa per la persona, soprattutto se essa riesce a riconoscerli come non imposti dall’esterno, come un ulteriore obbligo formale per la sua crescita professionale. Al contrario, si sottolinea il valore del processo auto-valutativo, se motivato intrinsecamente, per la positività dei suoi possibili risultati in termini di miglioramento dell’autostima, di consapevolezza dei propri punti di forza o di miglioramento, di presa in carico delle proprie scelte, di acquisizione di nuove modalità comportamentali. La sua concreta applicazione può infatti rappresentare una componente importante delle modalità proattive con cui una persona si rende consapevole della scelte per la sua carriera scolastica, formativa e professionale assumendo uno “stile di cura” del proprio capitale di risorse conoscitive, di atteggiamento e delle competenze che possono costituire la sostanza della sua “ occupabilità”.

L’auto-valutazione delle competenze può essere definita come un processo attraverso il quale una persona, supportata da una funzione di accompagnamento, si propone di:

  • monitorare il proprio patrimonio di risorse e capacità (cognitive, affettive e comportamentali) acquisite nel corso della esperienza svolta in contesti formali, informali e non formali (che cosa);
  • identificare le eventuali ragioni e le strategie per potenziare tale patrimonio funzionalmente utilizzabile nella vita quotidiana, compresa quella lavorativa: l’auto-valutazione tende ad essere riconosciuta dalla persona come un’opportunità per il proprio sviluppo quando valuta necessario fare un bilancio sulle proprie competenze disponibili e attivabili in relazione alla ricerca del lavoro, all’orientamento o ri-orientamento di se’. Ciò avviene, in particolare, in situazioni problematiche ed a volte difficili, in cui risulti necessario motivarsi verso la definizione/ridefinizione delle proprie possibilità di azione (perché);
  • riflettere su di sé, su come opera, su come pensa alle cose che sta facendo, su come percepisce i risultati raggiunti (come)
  • attivarsi verso azioni di sviluppo della stima di sé e della capacità di autoregolazione, ovvero della fiducia di poter controllare e dirigere le proprie azioni per giungere ai risultati auspicati (verso dove).

In questo senso il processo di auto-valutazione diventa anche momento facilitante la ridefinizione degli obiettivi personali (e lavorativi) e stimola lo sviluppo di capacità di goal-setting utili per contrastare eventuali atteggiamenti di passività o orientamenti comunque negativi della persona verso la necessità di apprendere e affinare di continuo il proprio sistema di competenze in risposta alle crescenti richieste dei contesti formativi, lavorativi e sociali.

L’auto-valutazione, per la sua importante funzione di stimolare l’auto-consapevolezza sui propri percorsi di vita e professionali, costituisce dunque un processo:

  • continuativo (non relativo ai risultati di un'unica fase della vita);
  • autentico (legato a contenuti ed oggetti della vita reale delle persone, percepiti come significativi);
  • indirizzato allo sviluppo successivo di apprendimento di sé, delle proprie competenze e risorse;
  • accompagnato nel suo percorso.

Negli ultimi anni, l'attenzione posta sui processi di auto-consapevolezza ed autovalutazione, ha fatto emergere l’importanza della funzione di “accompagnamento”, riconosciuta come funzione cruciale nella “società delle transizioni” utile per gli individui quale supporto nei percorsi sempre più complessi e articolati che gli stessi sono chiamati ad affrontare nel corso della propria esistenza (lifelong).

Di accompagnamento si parla per i servizi di orientamento, ma anche per i servizi per il lavoro, per i tirocini e le work-experience, per i percorsi scolastici e di formazione professionale, per i percorsi universitari, per l’inserimento nelle organizzazioni e per i percorsi di sviluppo, mobilità, outplacement nel mondo delle imprese. L’obiettivo principale diventa quello di favorire tali processi di transizione, spesso orientati al cambiamento e di accompagnare le persone ad acquisire o migliorare competenze e risorse o valorizzare i risultati particolari della loro esperienza di vita. Le funzione di supporto ed accompagnamento e’ fondamentale perché rivolta a fornire alle persone, spesso in cerca di riferimenti per costruire o rafforzare la propria identità personale e professionale e vivere con maggiore armonia e sicurezza nel proprio ambiente.

A cura di

Gabriella Di Francesco (esperto di counseling, formazione e orientamento)

 

 

 

 

 

 

AccreditamentoAspic Lavoro Aps - accreditata e registrata come Agenzia per il Lavoro nella sub-sez. 3.1 dell'Albo Informatico del
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dal 31/7/2015 - Cod. Fiscale: 97822820581

Iscrizione nel Registro Regionale del Terzo Settore - DIREZIONE SALUTE E POLITICHE SOCIALI DELLA REGIONE LAZIO (L.R. 22/1999) con Determinazione n. G07896 dell'11/07/2016.