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Studenti e Futuro

Engagement, benessere lavorativo e prevenzione del burnout

Promuovere l'engagement: strategia vincente per il benessere lavorativo e la prevenzione del burnout

foto di nenetus lavoratori feliciL’attuale contesto socio-economico in cui viviamo è caratterizzato da una forte dinamicità e da rapidi cambiamenti, e ciò fa sì che per la società e per le imprese il capitale umano rappresenti il fattore strategico su cui investire.

Negli ultimi anni le organizzazioni hanno prestato particolare attenzione a due aspetti fondamentali:

  • la salute organizzativa intesa come“l’insieme dei nuclei culturali, dei processi e delle pratiche organizzative che animano la convivenza nei contesti di lavoro promuovendo, mantenendo e migliorando il benessere fisico, psicologico e sociale delle comunità lavorative" (¹);
  • il benessere organizzativo ovvero il modo in cui una persona vive la relazione con l’organizzazione in cui lavora. Quanto più una persona condivide i valori, le pratiche, i linguaggi dell’organizzazione alla quale sente di appartenere, tanto più trova motivazione e significato nel suo lavoro. In tale ottica, è importante che le imprese tengano conto dei differenti bisogni del lavoratore e sviluppino competenze legate alla dimensione emozionale, ovvero al modo in cui le persone vivono e si rappresentano l’organizzazione.

Il miglioramento delle performance di un’organizzazione, dunque, non può prescindere da un'attenta gestione e motivazione del suo personale, al fine di promuoverne il benessere, l’engagement.

immagine engagement grafica katerina L’engagement, secondo la definizione di Schaufeli, Salanova, Gonzalez- Romá e Bakker (2002), rappresenta uno stato mentale positivo e di soddisfazione nei confronti del proprio lavoro caratterizzato da:

  • vigore, inteso come un alto livello di perseveranza in quello che si sta facendo, di energia e resilienza mentale e come volontà di investire sforzo nel proprio lavoro;
  • dedizione, si riferisce all’essere fortemente coinvolti nel lavoro e viverlo come qualcosa di significativo per sé, provando entusiasmo, ispirazione, orgoglio e sfida;
  • assorbimento, ovvero l’essere pienamente concentrati e assorti nel proprio lavoro, tanto da non avere la percezione del tempo che passa e avere difficoltà a distaccarsi da quello che si sta facendo.

L’engagement si sviluppa e matura quando:

  • l’organizzazione soddisfa le inclinazioni motivazionali del lavoratore;
  • c’è sintonia tra i valori individuali e i valori organizzativi;
  • è presente un clima positivo e si respira un sentimento di fiducia (una mutua e reciproca affidabilità);
  • la persona sente di poter lavorare in autonomia e di ricevere il sostegno necessario per il proprio sviluppo.

L’engagement può produrre risultati positivi sia a livello individuale (crescita personale ed evoluzione) che a livello dell’organizzazione (qualità della performance).

Essere lavoratori engaged significa vivere il proprio lavoro con passione e piacere, come occasione di crescita, significa impegnarsi pienamente per risolvere i problemi lavorativi legati al proprio ruolo e ai propri compiti, senza sentirsi sopraffatti o stressati.

Quando invece le richieste lavorative diventano pressanti (per sovraccarico lavorativo, pressioni emotive, incarichi contraddittori, informazioni ambigue) si sviluppa il dis-engagement, la disaffezione lavorativa, che può tradursi in malpractices (azioni negligenti, dannose, errori, ecc.), comportamenti distruttivi indirizzati verso l’organizzazione e/o in burnout (esaurimento psicofisico).

La disaffezione lavorativa implica una riduzione dei livelli motivazionali e di visuale rispetto agli scopi, obiettivi e mete professionali; inoltre favorisce una condotta passiva e/o oppositiva e un atteggiamento di sfiducia verso l’organizzazione.

Ciò mina la capacità della persona di sentirsi padrone della propria vita lavorativa e innesca sentimenti negativi come l’apatia, la rivalsa, la rabbia, la frustrazione, l’avversione, ecc., che portano al venir meno del “contratto psicologico” tra individuo e organizzazione.

L’organizzazione, quindi, con la sua personalità, ha un ruolo molto importante nel far sì che le persone sentano l’ambiente lavorativo in maniera positiva e percepiscano il clima aziendale come rassicurante. Tutto questo favorisce l’intensificarsi nei lavoratori di un senso di appartenenza, di fiducia e di engagement che facilita i processi di adattamento e il benessere lavorativo.

A cura di

Emilia Filosa, psicologa/psicoterapeuta-formatrice, Vice-Presidente di ASPIC Lavoro

Specializzata in Psicoterapia Umanistica Integrata e Psicologica Clinica di Comunità presso la Scuola di Specializzazione dell'ASPIC.

Note

1. F. AVALLONE E A. PAPLOMATAS, Salute organizzativa, psicologia del benessere nei contesti lavorativi, Raffaello Cortina Editore, Milano 2005, cit., p.65.

Riferimenti bibliografici

Avallone F. (1998), Psicologia del lavoro, Carocci Editore, Roma.

Schaufeli W.B. , Dijkstra P., Borgogni L., (2012), Engagement: la passione nel lavoro, Franco Angeli, Milano

AA.VV. (2016), Rivista PSICOLOGIA CONTEMPORANEA, luglio-agosto 2016, n.256, pag.36-43

Photo credit: per gentile concessione di Nenetus su freedigitalphotos.net

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