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Le competenze trasversali per l'equilibrio tra lavoro e vita privata

Le competenze trasversali (soft skills) al servizio del benessere nel lavoro e nella vita privata

Negli ultimi anni, l'introduzione delle nuove tecnologie, la globalizzazione dei mercati, l'affermarsi di un'economia della flessibilità (in termini spaziali, temporali e relazionali), hanno trasformato il mondo del lavoro sempre più caratterizzato da instabilità e precarietà e di conseguenza ridefinito i confini tra tempi e spazi di lavoro e vita privata.

In tale contesto, i lavoratori avvertono in maniera forte la difficoltà di gestire il proprio tempo senza sacrificare il lavoro, gli impegni personali e la vita familiare.

Per rispondere alle continue e diverse richieste provenienti dai vari contesti, diventa fondamentale sviluppare competenze trasversali, più che specialistiche, trasferibili da un ambito all’altro e capaci di modificarsi e adattarsi in questo continuo passaggio di ruoli.

Le soft skills, infatti, permettono di acquisire un comportamento versatile e positivo e possederle significa essere capaci di:

  • adattarsi meglio al cambiamento;

  • operare scelte più consapevoli e corrispondenti alle proprie aspettative;

  • percepire un senso di benessere generale dettato dall’adeguatezza delle proprie azioni.

Un’integrazione sostenibile tra lavoro, famiglia e vita privata è possibile innanzitutto se si è proattivi (quindi protagonisti della propria vita) e si ha una buona consapevolezza personale.

Per affrontare efficacemente i mutevoli scenari lavorativi e armonizzazione i tempi del lavoro con quelli della vita privata è necessario sviluppare e potenziare alcune soft skills, in particolare quelle di efficacia personale e relazionale, tra cui:

  • l’intelligenza emotiva che consente di essere consapevoli delle proprie emozioni e di quelle delle persone con cui si entra in relazione; di riconoscere e definire i propri sentimenti e bisogni, di conciliarli con i propri obiettivi a breve e a lungo termine e con i bisogni e i sentimenti delle altre persone coinvolte nel proprio percorso di vita. Tutto ciò facilita l’evoluzione armonica della personalità;
  • la flessibilità che consente di modificarsi e rinnovarsi, adattarsi alle novità del contesto lavorativo e alle transizioni;
  • la creatività: che consente di superare i propri schemi mentali abituali per generare concezioni e percezioni nuove e originali;
  • il teamworking: è la capacità di relazionarsi con gli altri, sapersi esprimere, ascoltare e costruire rapporti;
  • il problem solving: permette di individuare la soluzione migliore per affrontare una determinata problematica;
  • la comunicazione assertiva che favorisce lo scambio costruttivo e responsabile con l’altro.

Compresa l’importanza di tali skills per conciliare lavoro e vita privata, è utile fare un bilancio personale per identificare quelle che già si posseggono e quelle che possono essere sviluppate, rese trasferibili e dunque valorizzate in diversi ambiti e situazioni di vita.

I possibili percorsi per attuare questo processo sono vari e personalizzati per rispondere ai bisogni e agli obiettivi unici di ciascun individuo e della sua situazione lavorativa ed esistenziale.

di Emilia Filosa, psicoterapeuta, consulente orientativo-formatrice

Vicepresidente ASPIC Lavoro

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